Redazione LIB

A 14 anni la prima macchina fotografica

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Taddeo Alinari ci riceve nel suo salotto ordinato, pieno di libri e di fotografie in bianco e nero. Lui sorride, si sistema gli occhiali e accetta di tornare indietro di più di mezzo secolo, a quando un regalo cambiò ogni cosa.

Intervista raccolta da Gennaro Martoni

Maestro Alinari, partiamo dall’inizio. Lei aveva 14 anni. Che ragazzo era?

«Un ragazzo normalissimo, direi. Con un grande sogno: il motorino. Non per andare lontano, attenzione. Mi bastava il parcheggio del supermercato. Volevo fare le impennate, sentire il motore che urlava e farmi guardare dagli amici e, soprattutto, dalle ragazzine.»

E invece i suoi genitori le regalarono una macchina fotografica.

«Esatto. Una macchina fotografica. Ancora oggi non so se fu un atto di lungimiranza o una forma di perfido sadismo. Io scartai il pacco sperando di trovarci dentro un motorino, e invece c’era una maledetta macchina fotografica»

Come reagì?

«Male, ma con educazione. Dissi “grazie”, perché così si faceva, altrimenti partivano bastonate e cinghiate sulla schiena. Dentro, però, pensavo: con questa non ci fai certo le impennate. Al massimo le inquadrature storte.»

I suoi genitori cosa le dissero?

«Mio padre parlò di “sguardo sul mondo”. Mia madre di “pazienza”. Io guardavo il libretto di istruzioni e pensavo che col motorino avrei potuto sgasare a tutta birra.»

Usò subito la macchina fotografica?

«All’inizio no. Rimase qualche tempo nell’armadio. Poi un pomeriggio piovoso la presi in mano. Fotografai il gatto. Mosso. Fotografai mio cugino. Tagliato a metà. Insomma, un vero schifo.»

E il motorino?

«Mai arrivato. Ogni tanto lo chiedevo ancora, ma senza insistenza, altrimenti erano subito chinghiate. Mio padre rispondeva: “Con la fotografia vai più lontano”. Io pensavo: forse sì, ma piano.»

Col senno di poi, rifarebbe tutto?

«Certo. Anche se un po’ mi manca l’idea di me che faccio impennate nei parcheggi. Sarebbe stata una carriera breve, probabilmente.

E invece ha avuto una carriera importante nella fotografia…

No, non ho mai imparato a fare fotografie. Sono diventato un pizzaiolo, ma glielo confesso, ogni tanto quando sento un motorino che passa… un piccolo colpo al cuore c’è ancora.»

Un’ultima domanda: se oggi dovesse fare un regalo a un quattordicenne?

«Una friggitrice ad aria.»

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