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2024
Collana Viaggi
Tomasi di Ichnusa, letterato di complessa personalità e cugino diretto del più famoso principe di Lampedusa, scrisse questo romanzo visionario a cavallo degli anni Cinquanta. Un'opera che per molti versi affronta tematiche simili a quelle narrate dal celebre cugino siciliano, e che tuttavia riesce ad affrancarsi dal modello grazie a una disinvolta e stupefacente fantasia. Il romanzo offre così un'immagine per nulla stereotipata della Sardegna, terra animata da spinte autonomiste, suonatori di launeddas, grandi nuraghe ripieni di malloreddu e avventurose scorribande fra le belle miniere del Sulcis e le montagne del Gennargentu.
Siamo a Carbonia, all'epoca del tramonto del Regno di Sardegna: è di scena una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso di regime, mentre già incalzano i tempi nuovi dello Stato unitario. Il romanzo è quasi interamente accentrato su un solo personaggio, il principe Antoni Cuccureddu, che dall'alto del proprio rango prende una decisione definitiva: giura vendetta al prodotto deteriore dei nuovi tempi e si trasforma in un vendicatore notturno. Vestito di nero, si allena fisicamente e intellettualmente, creando un personaggio ispirato ai Mamuthones per incutere paura ai rappresentanti di Casa Savoia e controllare così le strade di Carbonia.